Quando si parla di “percorso nascita” ci si riferisce ad un lungo periodo (almeno 18 mesi) che comprende: il preconcepimento, la gravidanza e il parto, o meglio definito “endogestazione”; i mesi dopo la nascita, fino alla minima autonomia del bambino, che è chiamato “esogestazione”.
La gravidanza, il parto e il diventare genitori sono tra i più grandi e profondi cambiamenti nella vita di una persona.
Rappresentano un periodo di transizione, di estrema apertura e vulnerabilità, con ripercussioni fisiche e fisiologiche per la donna, che deve poter accogliere e far crescere dentro di sè il proprio bambino, e poi per poter partorire e allattare; ripercussioni emotive, con emozioni anche ambivalenti; relazionali, in quanto modificano il rapporto di coppia; modificazioni mentali, in quanto si deve fare spazio per un nuovo ruolo; cambiamenti sociali e persino economici
Cambiamenti così intensi sollecitano con urgenza la capacità di adattamento e riorganizzazione fisica, interna e pratica di entrambi i genitori.
Molti neo-genitori si adattano al nuovo ruolo con il minimo livello di stress, grazie alla proprio forza interiore, per il supporto cognitivo e per l’aiuto emotivo e pratico che ricevono dalla loro rete di sostegno; altri, invece, vivono un livello di stress molto pesante.
Alcuni fattori determinanti possono essere problemi psicologici legati alle alterazioni fisiche della gravidanza, patologie, ripercussioni sull'immagine di sé, ma possono anche influire fattori esterni come difficoltà finanziarie, spostamenti, traslochi, lutti famigliari, la presenza di altri figli, tensione nella coppia, l’assenza del partner, le pressioni dell’ambiente lavorativo. Questi ed altri eventi negativi, non fanno altro che aggravare i rischi per la salute psico-fisica sia della madre che del bambino.
Per questi motivi negli ultimi anni si è visto l’interesse di clinici e ricercatori nei confronti della Depressione Post-Partum e di altre problematiche relative alla maternità anche per le conseguenze nefaste che queste possono avere sullo sviluppo fisico-cognitivo e comportamentale del bambino.
Per tanto l'educazione perinatale dovrebbe fornire sia informazioni che appoggio ai futuri genitori, per aiutare le "neonate" famiglie ad assumersi le proprie responsabilità con lo scopo di garantire la salute propria e quella dei propri figli e di incoraggiarle a sviluppare nuove conoscenze, nuovi atteggiamenti e abilità.
Dott.ssa Nicolina Lo Mastro

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