L'esperienza della nascita, sopratutto se si tratta del primo figlio, determina nella neo-mamma notevole stress e maggior vulnerabilità agli sbalzi d'umore.La stanchezza dovuta la parto, i dubbi e le insicurezze sulla capacità di accudimento del proprio bambino, accompagnano frequentemente i primi giorni dopo la nascita e fanno si che la donna viva una normale fase di "depressione".
Anche altri fattori come il repentino calo ormonale che avviene subito dopo il parto, le difficoltà nell'avviare l'allattamento al seno, uno scarso sostegno da parte del partner e della famiglia d'origine, l'isolamento sociale ed eventuali difficoltà finanziarie possono influenzare negativamente la condizione fortemente emotiva della neo-mamma.
Questo periodo temporaneo di tristezza è fisiologico, normale e coinvolge quasi tutte le mamme, con differenze che dipendono dal temperamento e dalla capacità di reagire di ciascuna.
Questo stato d'animo è noto come Maternity Blues, definizione coniata dal pediatra e psicoanalista inglese Donald Winnicott negli anni Quaranta ("blues" ha un signifacato particolare in ambito musicale: è un elemento essenziale nel jazz che ne conferisce il carattere triste e maliconico); si manifesta nei primi giorni dopo il parto e si risolve spontaneamente nell'arco di 7-10 giorni senza lasciare nessuna conseguenza nè alla mamma nè al bambino.
Il tono dell'umore è mutevole, con crisi di pianto immotivato, ipersensibilità, ansia e tristezza; possono manifestarsi difficoltà nella concentrazione e del pensiero concettuale fino ad un lieve stato confusionale, alterazioni del ritmo sonno-veglia (già messo a dura prova dai ritmi del neonato), cefalea e disturbi di tipo alimentare come l'inappetenza o il desiderio di mangiare molto e di tutto.
Subito dopo il parto, la donna deve modificare l' immagine di sè, da gestante a quella di madre che si prende cura del proprio bambino, contribuendo a sviluppare sentimenti di confusione. Inoltre, le neo-mamme vivono angosce di separazione e senso di vuoto, necessario per realizzare la rottura del legame fusionale col il feto ed iniziare la relazione con il bambino reale con i suoi bisogni e necessità.
Per superare questo breve e fisiologico periodo di tristezza, oltre alla consapevolezza materna, di fondamentale importanza è la presenza e il sostegno del partner.
Se il periodo di malinconia e tristezza, tipico delle prime settimane dopo il parto, non tende a scomparire, ma si protrae, accentuando alcuni sintomi come l'ansia, l'insonnia, lo stato di malessere, il senso di depressione e la perdita di interesse nei confronti del neonato, è necessario parlarne con il proprio medico curante o con uno specialista, in quanto potrebbe verificarsi un'evoluzione della sintomatologia in un quadro depressivo vero e proprio.
Dott.ssa Nicolina Lo Mastro
Nessun commento:
Posta un commento